Non tutto si può comprare... per fortuna
1-7-2005
Romae omnia venalia esse: A Roma tutto è in vendita, scriveva nel I secolo a. C. lo storiografo latino Sallustio. Siglando così – col dire che tutto poteva essere oggetto di commercio - la corruzione di costumi in cui viveva la Repubblica Romana. Ma scrivendo anche, implicitamente, che non tutto può essere acquistato col denaro o in cambio di qualcosa, se non a pena della perdita dei valori fondamentali su cui si regge ogni civiltà sana. Principio sempre vero: ci sono cose tanto preziose da essere inestimabili e, quindi, gratuite.È il caso del quadro della nota storiella, tanto bello che il pittore che l’aveva dipinto non poté che regalarlo. Tenerlo per sé avre b b e significato impedire che una bellezza tanto grande potesse essere goduta. Ed è il caso anche del sangue. Da sempre simbolo nella cultura occidentale della vita che scorre nel nostro corpo, esso non può aver parte nella bagarre dei saldi iniziata in regione il 9 luglio scorso. Quello del sangue non può che essere un dono, tanto più grande quanto più esso – il sangue - è necessario. Il fatto che in Regione, soprattutto nel periodo estivo, possano crearsi anche bre v i momenti in cui questo scarseggi – anche se negli ultimi non ci siamo t rovati in situazioni di gravi emergenze – non è quindi l’unico motivo per cui esso non può essere in svendita.
"La bellezza salverà il mondo" – scrisse Dostoevskij in un suo splendido romanzo, l’Idiota. Una frase che anche Papa Wojtyla amava citare, lui che forse più di altri ha saputo indicare la bellezza dell’esprimere i valori propri dell’umanità (come nella Lettera agli artisti, in cui coniuga morale ed estetica). È bello, ad esempio, spendere un po’ del proprio tempo per aiutare gli altri. È bello donare un po’ del proprio sangue a favore di chi ne ha bisogno. Ed è bello perché ci rende felici il sapere che qualcuno, grazie a noi, potrà star meglio o addirittura riprendersi tutta quella vita che sta perdendo. Estate e vacanza sono tempo di felicità per eccellenza, quella felicità a cui tutti abbiamo diritto, come è scritto nella Costituzione americana, che tutti, forse, dovremmo rispolverare. Non dimentichiamo, perciò, in questi mesi, la nostra felicità, che porta con sé altra felicità, l’altrui felicità.
Felice estate a tutti.
