
Loris Del Frate
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| | Giovedì 31 Dicembre 2009, | La maglia nera spetta ai medici. A stento sono arrivati al 10 per cento. E pensare che Pordenone insieme a Udine, ha la percentuale più alta. Subito dietro, sempre al ribasso, ci sono i donatori di sangue, i rappresentanti delle forze dellordine e i dipendenti pubblici dei servizi essenziali. Stiamo parlando di quanti si sono sottoposti alla vaccinazione contro il virus A dellinfluenza suina. In provincia complessivamente sono stati utilizzati circa 4 mila e 500 vaccini. Pochi se si pensa che allo stato (pur sommando le dosi della seconda parte) nei magazzini dellAss 6 sono a disposizione circa 20 mila fiale da smaltire. Difficile fare un bilancio dei costi, ma loperazione ha senza dubbio il colore rosso. Non è tutto. Se da un alto, infatti, i genitori con bambini affetti da patologie serie e quanti sono colpiti da malattie di una certa importanza hanno risposto alla chiamata per la vaccinazione, tutti gli altri si sono ben guardati dal farlo. Oggi il numero a disposizione per prenotare il vaccino è sempre attivo (0434 - 369700), ma di fatto è muto. «Un errore - spiega Emanuela Zamparo, responsabile del Dipartimento di prevenzione dellAss 6 - perchè non siamo assolutamente in grado di dire con certezza quale sarà la prossima mossa del virus. Mi spiego meglio. Non è per nulla escluso che possa esserci un secondo picco e quindi vaccinarsi è importante. In ogni caso il sistema di allerta resta sempre attivo e la macchina è pronta ad affrontare una eventuale seconda ondata. Anche perchè - conclude - ci sono ancora ricoveri a causa di polmoniti o altre complicanze e i tamponi in questi casi evidenziano sempre il contagio con il virus A». I numeri sono anche altri. Fortunatamente in provincia non ci sono stati decessi correlati al virus A, ma i ricoveri sono stati oltre una sessantina e in 10 casi è stato necessario il ricorso alla terapia intensiva». © riproduzione riservata
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