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MARTEDÌ, 20 LUGLIO 2010
 
Pagina 6 - Udine
 
«Ma adesso bisogna evitare ogni allarmismo»
 
Sangue, calo nelle donazioni
 
Il presidente Peressoni: «Di questo passo rischiamo di finire in tilt»
 
IL CASOx
 
Alla diminuzione dovuta all’estate si aggiungono anche da noi gli effetti causati dall’arrivo sulle coste venete della zanzara portatrice del virus del Nilo
 
 
 
 

L'Associazione friulana donatori di sangue lancia l'allarme: «Di questo passo finiremo in tilt». Nel mirino c’è il sostanziale calo delle donazioni che si registra nel periodo estivo, ma anche la temuta zanzara portatrice del virus del Nilo occidentale. Ieri al centro trasfusionale attivo all’Azienda ospedaliera universitaria Santa Maria della Misericordia sono state appena 38 le donazioni di sangue intero, a fronte di una media di 60 al giorno. «È tutto luglio che andiamo avanti così - dice Renzo Peressoni, presidente dell'Afds - e l'esperienza insegna che proseguiremo allo stesso modo per tutta l’estate».
Non va meglio negli altri centri sparsi nella provincia di Udine: 5 donazioni a Tolmezzo, 9 a Gemona, 7 a Cividale e 3 a Latisana. Così, già ieri, nell'ufficio del presidente Peressoni, è iniziato il pellegrinaggio di medici che lamentavano le carenze. Le situazioni più problematiche si verificano per i gruppi 0-, A- e B-. «Ma - sottolinea Peressoni - per la nostra provincia parlare di carenza significa possedere dalle 30 alle 40 sacche di sangue, quantità spesso neanche mai viste in altro plesso ospedaliero. Con queste scorte riusciremmo a servire tranquillamente un'operazione di trapianto».
La paura dell'associazione è di creare troppo allarmismo «perché finiremmo con l'avere i centri intasati nei giorni immediatamente successivi all'appello, per poi arrancare i mesi dopo perché nessuno viene a donare. È importante, quindi, ricordare che il “donatore doc” presta il suo tempo due volte all'anno, l'optimum sarebbe in giugno e settembre. Invece accade che a dicembre, in prossimità del Natale, i nostri frigoriferi sono messi a dura prova perché ci sentiamo tutti più buoni». E ancora aggiunge: «Il momento più importante per donare è proprio l'estate. Primo perché le malattie non vanno affatto in ferie e secondo perché i reparti che consumano più sangue non sono le chirurgie, come si potrebbe essere portati a pensare, bensì le medicine». Infatti, scorrendo i dati dei consumi di sangue relativi al 2009, balza subito agli occhi che le chirurgie non hanno consumato neppure la metà delle sacche servite alle medicine; così i centri trasfusionali (un quarto) e le oncologie (appena un decimo).
A peggiorare una situazione che vive in uno stato costante di «equilibrio precario», spiega Peressoni, è l'arrivo sulle coste venete del virus del Nilo occidentale, dal nome del distretto del West Nile, in Uganda, dove la malattia è stata isolata per la prima volta nel 1937. È sufficiente una puntura di zanzara per essere esclusi dal dono per 28 giorni. «Quanti, per esempio, hanno dormito anche solo una notte a Bibione - avverte Peressoni - sono a rischio. Ed è logico pensare che quella stessa zanzara infetta possa volare agilmente fino a Lignano. Se una situazione del genere si dovesse verificare andremmo in tilt». È importante però sottolineare che allo stato attuale non si è verificato in città neppure un caso di febbre del Nilo occidentale i cui sintomi sono febbre alta, malessere e nausea. In rarissimi casi può sfociare in un'encefalite.
Michela Zanutto
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